You are currently browsing the Varie e eventuali category

3. Invito a cena con libro (io con Pigmeo)

§ dicembre 30th, 2009 § Filed under Varie e eventuali § Tagged , , , , , , § 1 Comment

Non gliel’ho mai detto, ma la mia amica Maddi pare un target: giovane, laureata e masterizzata, milanese, neo mamma, sempre connessa, con l’iphone. Una che il pomeriggio si guarda le esterne di Uomini e Donne e intanto manda le mail agli amici e magari organizza una cena di Natale.

Non so voi, ma per me fare regali a tutte le persone a cui sono affezionato è una fatica notevole, e non so voi, ma a me piace molto regalare storie, perché oltre all’oggetto fisico si regala un mondo, un modo di pensare, una visione delle cose. Però come si fa a tenere conto di tutte le storie che hanno letto gli altri? Ogni volta che qualcuno mi dice “ho letto – ho visto – ho giocato a” dovrei mettere mano alla moleskine e segnarmelo: sai che entusiamo. Ora qualcuno mi dirà che c’è una bellissima applicazione per iPhone che fa questo al posto tuo, è gratuita e integrata con twitter… ma io ho al massimo l’INQ1 per un mese.

Per cui a casa di Maddi si organizza la pesca, la riffa, il lotto dei libri: ognuno ne compra uno, lo impacchetta, lo mette sul tavolo e a fine cena si procede all’estrazione, che consiste banalmente nel fatto di buttarsi nella mischia e arraffare il pacchetto che ispira di più. Le uniche regole sono: nessuno può prendere il libro che ha portato, se uno pesca un libro che ha già lo può barattare, essere neomamma o padrona di casa non costituisce titolo preferenziale per estrarre prima.
Tanto per stare tranquillo, io ho girato agli altri il link alla mia pagina di anobii, dove ci sono i libri che ho letto nell’ultimo periodo.

Quest’anno ho portato Pigmeo, di Palahniuk, contravvenendo a un mio principio: non regalare libri che non ho letto. Pigmeo però mi è sta mandato via Gallizio con il preciso scopo di “farlo girare”, dato che per il successo di un libro si può contare su due elementi: o spendere molto in pubblicità e promozione media (vedi Vespa) o stimolare/sfruttare il passaparola (vedi L’eleganza del riccio). Purtroppo non ho fatto in tempo a leggere Pigmeo, dato che era nello zaino disperso a San Pietroburgo, ma per rispettare l’impegno preso ne ho comprata una copia per la riffa, ho motivato la mia scelta davanti agli altri e ora aspetto che il nuovo possessore del libro mi dica cosa ne pensa.
Qualcuno di voi lo ha letto?
Per la cronaca, io ho estratto un saggio di James Hillman, “Senex e Puer”, e una volta visti tutti i libri forse quello che mi ispirava di più era “Taglia e cuci” della Satrapi.

Nota finale, sempre all’insegna del passaparola: facendo il punto di fine anno, i libri che mi hanno più colpito nel 2009 sono stati “Atonement” (Espiazione) di McEwan, “Never let me go” (Non lasciarmi) di Ishiguro e “Il sergente nella neve” di Rigoni Stern.

Auguri con Christmas Light Hero

§ dicembre 25th, 2009 § Filed under Varie e eventuali, Wii § Tagged , , , , , § No Comments

Stanchi dei soliti addobbi? Indecisi tra le decorazioni blu e argento o rosso e oro? Annoiati dai Babbo Natale impiccati ai balconi e stritolati dalle loro scalette?

Bene, potete sempre trasformare il vostro cortile con Christmas Light Hero come ha fatto Ric Turner. Basta avere una chitarra Wireless della Wii e 7 light controllers realizzati da Light-O-Rama. E non dimenticatevi di leggere con attenzione le istruzioni dell’ideatore e di procurarvi una buona assicurazione.

Dopo di che potete anche sostituire la tombola condominiale invitando i vicini a giocare e sfidandoli a battere il vostro punteggio.

Auguri a tutti i giocatori

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bXjbMIZzAgs&hl=en_GB&fs=1&color1=0x5d1719&color2=0xcd311b]

Una nota privata, ai bordi del Natale

§ dicembre 24th, 2009 § Filed under Varie e eventuali § Tagged , , , , , § No Comments

Anche se non credo, ogni anno vado alla messa di Natale con famiglia e con parenti.

Mi piace il posto in cui andiamo, è la chiesa di un ospizio, è un luogo piccolo, immediato, privo di trucchi, dove le cose restano con il loro nome, anche se è Natale, e il freddo resta freddo, i vecchi restano vecchi, le suore restano coi baffi e sbagliano gli attacchi dei cori. Mi piace perchè so che nella abitudine dei gesti e delle parole finirò per distarmi e vagare. Mi siedo, dico quello che mi dicono di dire, faccio quello che mi fanno fare; so le parole a memoria, mi ricordo il tempo dei gesti, non serve che mi concentri. Cerco i visi degli estranei attorno a me, mi immagino cosa pensino, mi passano davanti agli occhi i frammenti di un anno, poi dell’infanzia, poi di domani, poi modifico con l’immaginazione le cose che sono già accadute e le immagino diverse, le cancello, le distorco, poi guardo i visi dei familiari e provo nostalgia per le cose che non so più dire, mi accuso di un silenzio che voglio continuare ad avere e che mi fa male e bene allo stesso tempo, poi vedo lei che rappresenta tutto quello che non vorrò mai essere, e lui che rappresenta ciò che temo di diventare, e loro, con il loro tradimento e i loro inganni, con il piccolo che ride e che li fa ridere e penso che l’amore è imperfetto e questo è tutto quello che riesco a pensare sull’amore.

Stringo la mano, non do soldi, non mi comunico, a volte intercetto note, mi dedico quest’ora ogni anno in cui non sono nè me, nè amante, nè amico, nè figlio, nè parente, nè ateo, nè credente, sono solo immaginazione senza conseguenze.

2. Un mese con l'INQ1

§ dicembre 23rd, 2009 § Filed under Varie e eventuali § Tagged , , , , , , , , § No Comments

Come forse alcuni di voi sapranno, a Istanbul (città davvero magica) ho lasciato non solo un pezzo di cuore, ma anche il cellulare, mettendolo in lavatrice il giorno della partenza dall’appartamento. Dato che non amo particolarmente i cellulari – per dire, non telefono quasi mai e mando per lo più sms – invece che comprarne uno nuovo, ho riesumato il mio atavico Nokia 3310, ancora funzionante: ok, la batteria non è solidissima e bisogna premere con decisione lo zero, ma insomma, è una certezza.

Poi su Friendfeed ho iniziato a notare che la 3 sceglieva dei tester per provare l’INQ1, che nella mia mente è il telefono di Facebook, e ho deciso di alzare la manina.

Il prof mi ha chiamato dicendomi di provarlo fino alla fine dell’anno, io ho fatto i compiti e qui di seguito trovate lo svolgimento (nella speranza che il prof decida di darmi i compiti tutto l’anno!).

Packaging: non credevo che avrei scritto qualcosa sul pack, dato che in genere lo prendo-lo apro-ravano dentro-lo metto da qualche parte-me ne dimentico finchè non mi serve il PUK. Invece l’INQ1 vive in una bel cubotto con delle carte che ti spiegano i diversi aspetti del telefono, unendo testo e grafica. Una buona scelta dato che ti evita di dover scartabellare ogni volta il libretto di istruzioni.

Internet: ovviamente la parte più interessante del telefono è la sua connessione a internet e in particolare l’accesso immediato a Facebook. Personalmente non uso moltissimo Facebook – in genere guardo le foto degli amici e faccio i giochi di Playfish – ma in questo mese ho riscoperto l’utilità di potere mandare messaggi ai miei contatti, di inserirli direttamente nella rubrica (soprattutto se considerate che la mia precedente rubrica fa la centrifuga in una lavatrice turca) e di cazzeggiare guardando i loro aggiornamenti.

Direttamente dalla schermo principale si accede anche a Skype, che invece mi è utilissimo, sia perchè mi permette di chattare con gli amici sostituendo molti inutili sms, sia perchè mi ha fatto chiamare alcuni amici all’estero, risparmiando soldi e con una buona qualità della telefonata.

Inoltre sempre sullo schermo principale vi è il collegamento diretto al search di google - fondamentale – e l’aggiornamento meteo, che di questi tempi è più interessante della maggior parte dei programmi Mediaset.

Altri servizi: leggendo un po’ di discussioni su Friendfeed ho scoperto l’esistenza di Snaptu, che si è rivelata un’applicazione utilissima per aggiornare il mio twitter (che mi aggiorna a sua volta Facebook e Friendfeed), ma anche per leggere le news del Guardian, che in effetti leggo anche online, info sui film, notizie da siti come Repubblica e blog come Perez Hilton e il collegamento al mio Flickr.

Pro e contro: a livello di usabilità e navigazione mi sembra un buon telefono, funzionale ed intuitivo (la tastiera è la stessa del cellulare a cui sono abituato), soprattutto se considerate che non ho mai navigato via mobile; un difetto che ho riscontrato è il fatto che ogni tanto si spegne anche se è carico, e devo togliere e rimettere la batteria. In realtà potrebbe essere un problema del mio telefono, e non generale, o un effetto collaterale del gelo di questi giorni ;-)

Per avere una dettagliata descrizione tecnica del telefono, vi rimando al post di Beggi sull’INQ1.

Vi racconto invece due situazioni in cui il telefono mi ha fatto compagnia questo mese: un weekend a San Pietroburgo e una giornata a Roma.

San Pietroburgo:  ho avuto la brillante idea di passare il ponte di Sant’Ambrogio a San Pietroburgo, dove ho rischiato di ibernarmi, di crollare alla quinta ora di visita dell’Ermitage e in cui mi sono fatto rubare lo zaino (ne approfitto per dire alla 3 che mi hanno rubato anche il caricabatterie, devo ricomprarlo? ;-) ).

Avendo dimenticato la digitale a casa, ho usato l’INQ1 per fare foto in giro per la città e soprattutto nei musei, evitando tra l’altro di pagare il sovraprezzo per le fotografie. Ecco una dimostrazione di me che faccio una foto del risultato:

Per chi volesse vedersi tutte le foto, può farlo qui. Ho fatto il trasferimento da cellulare a Mac via bluetooth.

Roma: ho passato una giornata per lavoro a Roma, la riunione è finita alle 14 invece che alle 17, avevo il treno alle 18 e mi sono ritrovato con 4 splendide ore di cazzeggio. Allora ho mandato un messaggio via Facebook ad un amico di cui avevo perso il numero (ho già detto della lavatrice?), ed ho passeggiato chattando via skype con Candyinprogress, chiedendo consigli in diretta su cosa visitare.

Infine, dato che il treno ha avuto un’ora di ritardo, ne ho approfittato per ascoltare un po’ di musica via Youtube, presente nel menu principale, e in particolare mi sono esaltato con la Cortellesi.

A fine anno resto ufficialmente senza cellulare: torno al mio 3310 o ne compro uno nuovo?

Esperimenti di insegnamento ludico

§ ottobre 24th, 2009 § Filed under Education, Varie e eventuali § Tagged , , , § 2 Comments

Un interessante articolo dell’Economist parla di una scuola newyorkese, “Quest to learn“, in cui si abbandona il classico “chalk and talk” (perchè gli inglesi sanno sempre trovare delle espressioni così efficaci?) per abbracciare ambienti e meccanismi del gaming come base per l’insegnamento scolare.

Se vi interessa, trovate l’articolo qui.

games lessons

Augmented-reality: case study e qualche riflessione

§ agosto 24th, 2009 § Filed under Advertising, Varie e eventuali § Tagged , , , , , , § 4 Comments

Mi capita sempre più spesso di sentire parlare di augmented-reality e qualche settimana fa un mio collega me l’ha fatta provare dal vivo e mi sono divertito come un bambino. Nella comunicazione si è infatti sempre alla ricerca della novità del momento, quella che possa fare rimanere a bocca aperta i clienti e fare la differenza rispetto agli altri: a parer mio è spesso più facile scoprire la novità che non pensare a usare diversamente gli strumenti che ci sono già.
Comunque i QR Code o i progetti di augmented-reality spuntano come funghi, per cui vorrei provare a classificare quelli che conosco a seconda del loro utilizzo da parte dei brand, magari capendone punti di forza e debolezza.

1) Il primo tipo di augmented reality che mi viene in mente (guarda caso) è di tipo ludico e come tale ha il pregio di immergere le persone in un meccanismo potenzialmente attraente: la tecnologia consente di giocare in modo diverso e potenzialmente di volerlo fare a lungo.
Provate a guardare qui.
Per me è interessante soprattutto il ruolo da protagonista che può avere un brand in una sorta di in-game advertising assolutamente fisica e reale: per giocare occorre proprio avere il prodotto!
Purtroppo si tratta solo di un progetto: qualcuno sa se è mai stato realizzato qualcosa del genere?

2) Un secondo tipo riguarda la possibilità di fare interagire le persone con un prodotto, ed è un utilizzo particolarmente utile per i prodotti dell’abbigliamento e il retail in generale. Un esempio viene dal sito di shop online Zugara: eccolo. Anche Rayban ha creato un applicazione di realtà aumentata per provare quali occhiali si addicano meglio al proprio volto.
In questi casi la tecnologia mi sembra rispondere veramente a un bisogno delle persone – non sempre si ha tempo o voglia per andare in negozio a provare e si vorrebbe potere fare tutto da casa, dove nessuno ci vede – anche se in definitiva il processo mi sembra ancora un po’ brigoso: secondo me ci sono margini di crescita e di utilità.

3) Un terzo tipo riguarda la possibilità di dare informazioni attraverso la realtà aumentata e qui entrano in campo soprattutto i cellulari che possono permettere di avere informazioni in mobilità che a casa controlleremo online. Un esempio viene da questo progetto che dovrebbe aiutarci ad avere informazioni dai pack dei prodotti al supermercato: l’idea mi sembra brillante, ma al momento non me l’immagino la gente che fa la fila per vedere col cellulare un prodotto in augmented reality. Io prenderei qualcos’altro! Già più interessante mi sembra questo esempio legato al turismo. Insomma, potrebbe sostituire le audioguide quando queste non sono disponibili, ma ce ne sarebbe tanto bisogno! Io ci penserei se fossi la Lonely Planet, ma anche se avessi contenuti UGC come Turisti per Caso. In questo caso l’utilità si deve aggiungere alla praticabilità fisica.

4) Un quarto tipo (e ultimo!) riguarda il fatto di fare entrare le persone in un mondo e qui hanno molto da dire e da fare i prodotti dell’entertainment. Credo che la migliore comunicazione per i film sia quella che ti fa assaggiare il mondo che andrai a scoprire e in questo la realtà aumentata può rendere le cose ancora più interessanti; qui ho trovato due esempi. Il primo legato a Harry Potter (delusi ance voi dall’ultimo film?) che invita a realizzare le pozioni a casa: bella l’idea, ma la realizzazione mi sembra davvero modesta e mi sembra che infatti molti video non abbiamo usato l’augmented-reality.
L’altro legato a Coraline (avete amato anche voi sia il libro sia il film?) che consente invece di provare la terribile esperienza di avere bottoni al posto degli occhi. Questo lo trovo molto più convincente perchè il brand non ti chiede di realizzare contenuti spesso deludenti, ma ti dà già gli strumenti per divertirti, che è una delle cose migliori che può fare la pubblicità.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=pOrAaCnkBeg]

Mi è venuto fuori un post un po’ lungo, ma spero di avere raccolto e suddiviso alcuni dei casi più interessanti dell’ultimo periodo.
Voi che pensate? La realtà aumentata sarà un fuoco fatuo o può introdurre vere novità nella comunicazione (e nel gioco)? In che modo?

Newer Entries »