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(Tren)Italia coast to coast

§ novembre 2nd, 2011 § Filed under Varie e eventuali, Viaggi § Tagged , , , , , , , , , , , , , § No Comments

Di come la curiosità, l’ostinazione e la fortuna alla fine portino il viaggiatore a destinazione.

Mettiamo il caso che uno voglia andare in treno da Rimini a Genova, anzi per l’esattezza a Camogli, per dare un colpo all’Adriatico e uno al Tirreno nei giorni di festa.

Il viaggiatore abbastanza evoluto va sul sito di Trenitalia e scopre, con sorpresa, che la soluzione consigliata dura 5ore e 23minuti, ti fa rimbalzare addirittura su Milano e soprattutto costa quasi 60€. A Milano? 60€? Per fortuna il nostro viaggiatore era già andato in Liguria e ricorda vagamente traiettorie per Voghera e Tortona. Insospettito, si agita, guarda meglio e nota il tasto “tutte le soluzioni”: qui scopre che c’è una combinazione possibile che parte un po’ prima, arriva leggermente prima, dura 5ore e 42minuti, e soprattutto costa solo circa 30€.

Trenta euro per venti minuti di differenza sembrano decisamente un affare. Il problema è che questo viaggio prevede ben due cambi: uno a Piacenza con nove minuti di tempo e un altro ad Alessandria con soli sei minuti.  Il nostro viaggiatore riflette che quei soldi sono una cena completa e buonissima da Chiapparino e decide di osare, seccato perché la soluzione largamente più conveniente non viene mostrata insieme alle altre. È un suo diritto decidere se vuole rischiare di restare bloccato per sempre in un fazzoletto di terra tra Emilia-Lombardia-Piemonte-Liguria.

Prova a prendere il biglietto online, ma bizzarramente nel menu a tendina non compare la tariffa standard, l’unica che gli servirebbe, ma solo una serie di tariffe non proprio intuitive e che non lo riguardano. L’ostinazione dilaga e il viaggiatore va a fare il biglietto in stazione nella macchinetta automatica, dove comunque sarebbe dovuto passare con il codice prenotazione perché il ticketless non vale per i treni regionali.

Acquistato il biglietto, il viaggiatore parte con il regionale per Piacenza in perfetto orario. A bordo, aiutato o sobillato dalle diavolerie tecnologiche, inizia a seguire il viaggio passo a passo con l’applicazione Pronto Treno, che lo aggiorna in tempo reale e piuttosto bene sull’arrivo e la partenza previsti, e diventa quasi un gioco in ogni stazione. Fuori bellissime immagini di foglie autunnali e nuvole leggere. Dentro una signora salta la propria fermata e ride serena, pensando che il treno fermasse anche a Sant’Ilario, stazione che al nostro viaggiatore fa sempre venire in mente De Andrè e le puttane, con tutto il rispetto per l’adorabile signora che viaggia col sorriso sulle labbra.

Il treno, occorre dirlo, spacca letteralmente il minuto a ogni stazione e si avvicina a Piacenza. Il nostro viaggiatore inizia a controllare l’altro treno che deve prendere, il Piacenza-Torino con fermata ad Alessandria, e anche quello pare puntuale. Il viaggiatore sente il messaggio “siamo in arrivo nella stazione di Piacenza, termine corsa del treno” e si alza. Tira giù la valigia e sente un secondo annuncio: “il treno prosegue per Torino e ferma a blablabla”. Un momento, è esattamente il treno con cui avrebbe il cambio. Il viaggiatore nota che la maggior parte delle persone è ancora seduta e questo è effettivamente strano per un treno al capolinea. Allora chiede lumi alla propria vicina che gli risponde: “sì, questo treno fa così: a Piacenza cambia numero,  ma non si ferma mica, prosegue per Torino”. La notizia è ottima, però al viaggiatore girano un po’ le scatole, dato che la soluzione che Trenitalia non proponeva ha in realtà un cambio solo esattamente come quella con rimbalzo a Milano, quindi tutto sommato non così scomoda! La spiegazione che si dà è questa: non esistendo più i treni interregionali, il treno sembra finire a Piacenza, ma nella pratica alcuni viaggi interregionali esistono ancora con treni che cambiano numero, che quindi sembrano treni diversi, ma sono gli stessi di una volta.

Il viaggiatore prosegue per Alessandria con lo sguardo curioso di chi viaggia sempre sulla stessa linea e all’improvviso si trova in altre stazioni, per altri paesaggi. Continua il gioco del confronto tra due treni: il suo si ferma in aperta campagna e prende ritardo, mentre il treno da Torino viaggia improvvisamente in anticipo, il maledetto. Passa un controllore, il viaggiatore prova a fermarlo per chiedere informazioni e il controllore dice che non ha tempo in quel momento e che ripasserà. Passa un’altra stazione, secondo Pronto Treno i due treni arriveranno e ripartiranno da Alessandria esattamente alla stessa ora e quindi urge parlare con il capotreno, che non ripassa.

Il viaggiatore prende la sua roba, percorre tutto il treno e lo trova seduto comodamente a parlare con un collega. Si ricorda che occorre usare pazienza e cortesia con colui che ci può dare una mano, ma che potrebbe non farlo semplicemente perché ha il potere di non farlo. Racconta che deve fare un cambio per Genova, ma forse non avrà tempo. Il controllore risponde che le coincidenze non esistono più, il viaggiatore si scusa, sorride, dice di saperlo, ma che ecco, trattandosi davvero di un minuto alle volte succede che da un treno si chiami l’altro per sapere se può aspettare e dare il tempo alla gente di salire. Il capotreno si convince, chiama e ottiene risposta affermativa: l’altro aspetterà una manciata di minuti, quel che basta. Il viaggiatore va verso la porta e viene raggiunto da un signore dall’aspetto umile e modesto che lo ringrazia, perché anche lui aveva chiesto la stessa cosa al controllore che però gli aveva fatto spallucce. Cosa si diceva di chi può non aiutarti? Si aggrega anche una ragazza, che racconta che a lei succede spesso di fare questa corsa, e che in genere il treno aspetta, perché c’è un controllore che fa lo stesso cambio per scendere a Novi. Il viaggiatore si diverte molto con questi aneddoti locali e aggiunge che secondo il sito, se si perde “la coincidenza”, c’è poi un altro modo per arrivare a Genova ed è una combinazione di autobus fino a Tortona e poi da lì in treno. Chi lo sapeva e chi no: i viaggi sono così. A quel punto passa l’interlocutore del capotreno e avverte che il treno è fermo al binario 4. Gentilissimo.

Arrivano ad Alessandria, scendono, fanno il sottopassaggio, salgono sul binario 4 ed è fatta. Il viaggiatore sale in prima classe, perché nei treni regionali, quelli veri, la prima classe non esiste, ma a volte usano treni predisposti per averla, per cui tanto vale approfittarne. Si appiccica subito col naso al finestrino per la nuova tratta e la sua curiosità viene ampiamente ripagata quando il treno ferma, se gli credete, a Frugarolo Bosco Marengo e ci sono anche persone che ne approfittano per scendere. Il passo finale è il biglietto Genova-Camogli, che è un treno in partenza dal binario 2 sotterraneo, e quando il viaggiatore aveva provato a comprarlo online, di nuovo il sito dava due cambi e non lo faceva acquistare, perché considera Genova Principe e Genova Principe Sotterranea come due stazioni separate, invece sono solo una scala mobile di differenza.

 

La morale è che il treno è partito da Rimini alle 15.53 come previsto ed è arrivato a Camogli alle 22.53 come previsto e nel complesso il viaggiatore ha fatto il coast to coast con 30€ in totale, che è poco. Il viaggiatore, però, voleva fare sapere che esiste un treno che termina la sua corsa, ma in realtà non la termina, che Principe e Principe Sotterranea sono la stessa cosa, checché se ne dica, che a volte online si trova tutto tranne la tariffa standard, che le coincidenze non esistono più, ma a volte i treni aspettano, e che nei regionali ci sono i sedili di prima classe anche quando la prima classe non esiste.